ECONOMIA E FINANZA
APOLOGIA DELLA MUSATA
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Nel variegato e complesso panorama dei sussidî
didattici, storicamente oggetto di dissennate e furibonde liti tra
pedagoghi di scuole e dottrine spesso contrastanti (ricorderanno la
triste disputa tra il Cazzuti, la cui teoria è esposta mirabilmente
in «Guida pratica all'uso della cigna», detto, Barra edizioni, San
Giuseppe Jato, 1991, e la Brogi, esponente di rilievo del filone
progressista, coautrice del pamphlet «Lavagna. Di spigolo nel capo è
meglio delle cignate», detta et al., Tegami editore, Trieste, 1992),
torna con interesse l'attenzione su un prodotto immeritatamente
tralasciato in quest'ultimo lustro, seppur validamente utilizzato da
secoli nelle metodologie di autoapprendimento: la musata.
Trattasi effettivamente di un sussidio spesso ritenuto altamente
traumatico, la cui indubbia validità psicopedagogica non è comunque
mai stata messa in discussione. Di fatto, solo la scuola
olista-fancazzista di derivazione naturalista ha sempre apprezzato,
e spesso rimarcato, la positività dell'immediatezza della correzione
comportamentale che la musata provoca: sia nella propedeutica del
lattante ai primi passi, che tosto impara a porre le mani di fronte
a sé nell'istante precedente lo sfracellamento per caduta sin dalle
prime musate illividenti, sia nel giovinetto, quanto nell'adulto,
ove la musata può consentire il raggiungimento di obiettivi
precipui.
E' in quest'ultimo ambito della (ri)educazione dell'adulto che la
musata sembra poter garantire un'elevata resa qualitativa, finanche
con un rapporto costi-benefici sicuramente di riguardo. Non possiamo
qui non accennare ad una particolare vartetà di musata applicabile
alle persone mature: relegata la musata fisica alle sole
rieducazioni d'emergenza (la fidanzata correggerà l'impiegatuccio
bancario troppo trattenutosi nel circolino, sbattendogli
ripetutamente la faccia sul rubinetto del lavandino da lui colmato
di vomito, giustamente sincronizzando i quattro colpi con gli
accenti tonici della frase: telavevod-É-tto
dism-È-tte dimbriac-À-tti,
am-Ó-re, come da perfetta applicazione della
logomusatologia d'urgenza), si rileva la recente riabilitazione
della musata metaforica, finora sepolta dagli sprezzanti giudizi dei
dottrinali materialisti, terrorizzati dall'ammissibilità di un tale
sussidio, chiaramente non materiale.
Sono gli Stati Uniti d'America ad aver confermato con recentissimi
studi, già avvalorati dall'esperienza (εμπειρια),
l'importanza della musata metaforica, particolarmente quando
l'educando abbisogni di essere ricondotto verso le principali
best practices dell'economia domestico-familiare; tali ricerche
mostrano tra l'altro, a parziale riabilitazone delle teorie
materialiste, come la metafora (μεταφορά) debba essere
riconducibile con chiarezza ad aspetti concretamente ed
immediatamente percepibili dal soggetto, quali l'ingiunzione di
pagamento, il fermo amministrativo della vettura, il drastico
deprezzamento del portafoglio titoli, il pignoramento della magione,
il tracollo del fondo pensione, dimodoché egli, nel proferire a
mezza voce l'interiezione di rito «Po' po' di musata!» percepisca
anche un fastidïoso e persistente bruciore di culo.